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venerdì 24 giugno 2011

I beati, i martiri e i santi


"Voglio proclamare i santi de 'sta città. Visto che si proclamano i loro, noi ci proclamiamo i nostri.
Beato Zlatan. E' venuto dalla Romania e lavorava in un cantiere. Poi tornava a casa in metropolitana e gli puzzavano le ascelle. E la gente si scansava e diceva 'mazza che puzza. Poi è cascato da un'impalcatura e ora in metropolitana ce stà un posto libero che non puzza. Beato Zlatan, beato!
Beata Aisha, che è venuta dal deserto. Veniva verso le nostre città, verso il nostro paese su di una barca a rubare il lavoro a qualche italiana. Poi la barca è affondata e Aisha non ha rubato il lavoro più a nessuno. Beata, beata. Beata Aisha!
E poi i martiri. Facciamo martiri oggi tutti i bambini che hanno avuto addosso le manacce zozze dei preti e quando gliel'hanno detto li hanno fatti passà pure pe' matti. Martiri!
E alla fine i santi! I santi! I giovani de 'sto paese, che je rubano il lavoro, er futuro, la dignità e ancora nun tirano le bombe! Santi! Santissimi!"

Alessandro Mannarino
Concerto Rock in Roma, Ippodromo Capannelle - 23 giugno 2011

giovedì 24 febbraio 2011

Mannarino's time

Mannarino all'Auditorium per la terza volta, e fa il terzo sold out. Ieri ha presentato il suo secondo album, tutti inediti. Anche se parole e musiche evocano sentimenti, oggetti, emozioni, colori, pensieri che conosco da sempre: Mannarino tocca le corde dell'anima, della quotidianità, dei segreti più intimi, è poesia evocata da un cantastorie romano, uno stornellatore dalla voce graffiante e possente.
Ieri il concerto è stato uno spettacolo, l'Auditorium è diventato una pista da ballo dove ci siamo lasciati andare ad un ritmo forsennato, poi calmo, poi malinconico, poi inarrestabile. Impossibile rimanere fermi, impossibile non farsi coinvolgere con tutto se stessi.
Le nuove tracce parlano di amore e morte, di Dio, di suore e di sottane, di politica e disperazione. Si lascia andare anche ad un singolo in francese. Geniale. Il ragazzaccio si è presentato con l'abito talare viola, vestito a Quaresima, ha cantato di Giuda e Maddalena, un amore impossibile ma sincero. Il dito puntato dalla Maddalena verso Dio ci ha messo i brividi, l'urlo che gli rivolge è una riflessione profonda e amara.
C'è anche l'onorevole, morto che cammina. Sembra non essersi reso conto che il suo mondo è finito, che appartiene al passato. Lo tengono in vita l'odio e la disperazione, niente è più abbondante sulla terra. Un merlo dona la sua vita e abbandona l'egoismo, mentre una ragazza giù al porto fa impazzire chi la guarda ballare. I sogni s'infraggono tra la tangenziale e le stagioni, l'oppio venduto un tanto al chilo e le imposizioni della religione, incomprensibili e inappellabili. C'è tanto amore: una coppia unita dagli anni, un'inconsolabile serata in discoteca, trenta euro per una moglie a ore.
Questo è il Mannarino di Super Santos, uscito dal Bar della Rabbia a testa alta e con tanta, tanta energia per tutti quelli che hanno ancora forza di ascoltare, tutti quelli che non si sono persi e sapranno affrontare il tramonto dell'umanità.


Grazie Mannarino, ieri è stata davvero una bella serata.